
di Ciro Guastella*
MARINEO. Gli ultimi tronchi, nudi delle foglie, vittime dell’inesorabile punteruolo rosso, a fine gennaio sono caduti sotto i denti affilati dell’arnese che ha dato l’ultimo addio alla maestosità verticale delle quattro palme allineate, che per intere generazioni sono rimaste testimoni silenziose della vita marinese.

Intanto Sclafani, con Piraino e D’Amato per anni facevano la toilette alla villa e quasi cullavano le palme come se fossero state le loro creature.
San Ciro, che durante il suo periodo nell’Eremo aveva conosciuto bene le palme, si sentiva a proprio agio e godeva la cornice tessuta attorno a se. Quasi all’ombra degli alberi, operava la scuola infantile del Colleggio di Maria, i bambini venivano iniziati alla loro vita con l’amore di Suor Michelina, la dolcezza di Suor Agnese ed il rigore di Madre Alfonsa; Madre Vincenza Randazzo assicurava che tutto procedesse con efficienza e dignità.
All’ora dell’Ave Maria, mentre le anime pie si recavano a calare il Rosario nella Chiesa Madre, gli uccelli accampati fra i rami delle palme intonavano i motivi quotidiani del loro amore per la vita.
Le palme durante la loro esistenza, tranne qualche lieve fruscio ricevuto dal mantice del vento, rimanevano testimoni silenziosi delle gioie e dei dolori dei marinesi che come d’obbligo passavano davanti a loro. I matrimoni ed i battesimi per le nuove famiglie che si formavano erano momenti di gioia, purtroppo anche la mancanza di un familiare portava lacrime di dolore ai congiunti; le palme come se fossero partercipi agli avvenimenti, rimanevano silenziose in segno di rispetto e solidarietà.Cambiava il nome della piazza, ora Piazza Sainte Sigolene, e le palme raggiungevano alte vette mai sognate, ma rimanevano ancora mute e capaci di ascoltare i saggi commenti degli anziani che seduti giornalmente sulle panchine ai loro piedi, non mancavano di fare le previsioni del tempo e raccontare la loro vita condotta mentre facevano il militare nel Continente.
Uno alla volta, il destino aveva ormai segnalato il male, gli alberi sono stati contaggiati e malgrado la speranza di ridare loro una nuova vita, le palme inguaribili, ma forse anche rassegnate, hanno posto fine alla loro convivenza con i marinesi, lasciando memorie belle per tanti e memorie tristi per quelli che hanno assistito alla loro demolizione. Come se con i ricordi, fosse un po anche scomparsa la giovinezza che si godeva nel nostro passato!
* New York 2012